Cambiare vita a 40 anni!! E’ possibile?

Scritto da: Nico Corrente

In ambito: Cambiare vita

Ti stai facendo anche tu la fatidica domanda: Cambiare Vita a 40 anni è possibile?

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Se sei nella fascia d’età che va dai 37 anni ai 43 anni, probabilmente stai vivendo la stessa crisi esistenziale che ho vissuto io, ormai quasi 10 anni fa.
Come cambiare vita, migliorando quello che avevo già ed eliminando alcune cose che proprio non mi piacevano.
Più che un articolo, ciò che stai per leggere vuole essere una promessa, intrisa di esperienza personale e di materiale pratico per la sua buona realizzazione. 

La promessa di un quarantenne, già da qualche anno a dire il vero, che quando si è ritrovato nella c.d. “età di mezzo”, quella in cui tiri le somme di ciò che hai fatto ma soprattutto guardi avanti, scrutando l’orizzonte di ciò che ti aspetta, ha capito che qualcosa doveva cambiare!

Non ti prometto IL TUO CAMBIAMENTO, ma la presa di coscienza, la consapevolezza, che se anche tu come me sei in questa fase di passaggio della tua vita, leggere le mie parole ti aiuterà a far più luce sulle tue reali aspirazioni. 

Tutto il resto, amico mio, dipenderà da te!

Che età particolare questi ANTA!

Un’età in cui la maggior parte delle persone sono madri e padri di famiglia, molti hanno dei figli ai quali provvedere, e dunque non sono liberi di fare al 100% ciò che vorrebbero, altri vivono in un limbo di accondiscendnza e rassegnazione, assuefatti da una droga chiamata abitudine, incastrati in lunghe giornate di lavoro stressante, ma che visti i tempi, tirano avanti nonostante il profondo stress che li pervade, spesso anche legato a motivi economici.

Ti sembra un quadro troppo tragico? 

Beh ti assicuro che non lo è affatto!

Per questo ti suggerisco, che sia la tua situazione migliore o peggiore di quella che ti ho appena descritto, di procedere prima di tutto ad una sincera autoanalisi, e poi di dedicare pochi minuti alla lettura di queste poche righe, scritte da un quarantenne uscito dalla ruota del criceto.

Inizio facendoti una domanda…

Ti è mai capitato di vivere situazioni spiacevoli, come attacchi di panico o notti insonni?

Se la tua risposta è SI, beh sappi che siamo in due…anzi molti di più di due, perché ahimè è una situazione molto comune tra noi “diversamente adolescenti”!!!

Ricordo in particolare un periodo della mia vita, quando le mie giornate erano scandite dai ritmi dei turni in caserma, nel quale la mia insofferenza iniziò a toccare seri livelli di allerta.

Avevo una moglie che “incrociavo” esclusivamente quando i nostri turni di lavoro ce lo permettevano, due bambine piccole da accudire anche in momenti in cui il mio corpo chiedeva aiuto per la stanchezza, magari dopo notti passate in strada, una famiglia lontana e nessuno su cui fare affidamento se non me stesso. 

E come se non bastasse, nonostante i tanti sacrifici, facevo non poca difficoltà a far quadrare i conti. 

Le notti in cui potevo stare al caldo di casa mia erano interrotte da bruschi risvegli, spesso legati ad attacchi di panico e a sensazioni di smarrimento, ed è stato proprio in quelle notti che mi sono fermato maggiormente a pensare a quale direzione stesse inesorabilmente prendendo la mia vita!

Quello che agli occhi di tutti era un lavoro sicuro stava diventando per me la gabbia più stretta e quella che doveva essere una vita familiare serena, si stava trasformando in una becera corsa alla sopravvivenza.

Avevo solo una alternativa, una difficile e impervia strada da prendere: quella del CAMBIAMENTO.

Non sapevo ancora bene da dove iniziare ma sapevo quanto fosse indispensabile farlo!

ED E’ STATA PER ME UNA MANNA DAL CIELO 

Si dice che spesso le benedizioni più grandi siano travestite da tempeste, ed effettivamente per me è stato così e potrebbe esserlo anche per te.

Hai mai pensato che quel malessere che probabilmente in questo momento ti affligge, puoi farlo diventare, così come ho fatto io, la migliore delle occasioni di rinascita?

Ovvio sarà necessario sfrondare i rami secchi, ritrovare il tuo equilibrio con pazienza e lavoro costante, prima di tutto su te stesso. E probabilmente dovrai anche essere capace di “cambiare” molteplici volte, perché non è detto che tutto ciò per cui ti impegnerai si realizzerà con uno schiocco di dita!

Dovrai esser pronto ad accettare le trasformazioni che si presenteranno nella tua vita, senza paura e con una ponderata incoscienza, rifiutando se necessario quei ruoli che “gli altri” ti hanno assegnato.

Ma prima di ogni cosa, sarà necessario che tu capisca te stesso, senza aver paura di dar vita a quel dialogo interiore che può rivelare verità talvolta scomode, ma nella maggior parte dei casi, miracolose.

Non è semplice, non ho mai detto che lo sarebbe stato.

Magari ci vorranno anni, ma sempre meglio che restare impantanato in una realtà che non ti appartiene.

Reprimere il cambiamento fa impoverire la qualità della vita mentre il cambiamento, anche se complicato, rappresenta un arricchimento.

Pensa per un attimo alla società moderna e a quel malessere così tanto diffuso, che spesso viene scambiato per normalità. 

Nella società in cui viviamo ognuno ha il suo “ruolo fisso”, che spesso rimane tale per tutta la vita in cambio di una vita apatica e triste.

Secondo Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica contemporanea, “il cambiamento è FISIOLOGICO, è un evento ineluttabile che fa parte del destino degli uomini, rappresenta la spinta all’evoluzione.

Bisogna DARE alla società nei primi 40 anni, quindi attaccarsi all’ambiente e formare una famiglia, mentre nella seconda parte della vita, il compito di ognuno deve essere la ricerca di una identità nascosta”

E dalla mia esperienza, non posso che confermarlo: non è mai troppo tardi per vivere! Troverai la strada per il tuo successo, e se non sarai capace di farlo da solo, potrai sempre farti aiutare da qualcuno disposto a farlo!!

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Noi siamo qui per questo, ci vediamo presto!!
Nic!!

10 Comments

10 Commenti

  1. Marco Giuliano

    Ho 37 Anni lavoro come vigilanza non armata con contratto tempo indeterminato in un datacenter di Poste Italiane ….a detta di tutti sono in un posto sicuro di lavoro per i tempi che ci sono…..ma nn riesco più a convincermi di questa cosa , mi sento in una gabbia in una realtà che non mi appartiene non ho stimoli mi sento un fallito ma allo stesso tempo dentro di me ho una grande voglia di cambiamento e li c’è tutta la forza che ho da dare per crescere l ostacolo più grande è la paura ….ma ci sto lavorando su

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    • Nico Corrente

      Bravissimo Marco, credimi ho provato a lungo anche io quelle sensazioni, ma il fatto che tu dica “ci sto lavorando” già ti fa onore e ti pone in un’altra dimensione e pronto al cambiamento.
      Se dovessi avere bisogno di aiuto per pianificare al meglio, sai dove trovarmi.
      In bocca al lupo e buon viaggio di trasformazione.

      Rispondi
  2. Calogero

    Ho 37 anni,ho lasciato un indeterminato per ricominciare a vivere perche quel lavoro mi stava opprimendo ,ambiente di merda ,colleghi peggio,la mia ex non voleva assolutamente,dovevamo andare a convivere e invece mi ha lasciato dopo una mia sfuriata per provare a fargli capire quando importante fosse per me lasciare quel lavoro….lei sosteneva che con la pandemia non sarei riuscito a trovare lavoro….forse e vero ma morale della favola mi sono messo a mandare c.v ed una multinazionale mi sta assumendo con un contratto annuale per iniziare e dal 1 aprile dovrei iniziare …andrò a vivere a Pavia dove non sono mai stato nemmeno un ora…la cosa mi porta “paura”l’ho ammetto ,ci sono giorni che mi chiedo se è la cosa giusta ma allo stesso tempo voglio credere che la svolta della mia vita passi da lì .
    Mi spiace aver perso la mia ex ma se non ha capito il mio malessere vuol dire che non mi amava tanto e vero che non ha perso tempo e si è trovata ad un altro…io sto soffrendo ma vado avanti con dignità e speranza in un futuro migliore .

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    • Nico Corrente

      Calogero ti faccio i complimenti per il coraggio e la determinazione. A volte inseguire i propri sogni comporta delle perdite, è successo anche a me, ma credimi vivere una vita che ci appaga è 100 volte meglio che stare in qualcosa che non sentiamo più nostro.
      In bocca al lupo

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  3. ema

    ho 38 anni ma me ne sento 28. A causa di seri problemi di salute la mia vita si è letteralmente interrotta a 34 (e già li sentivo di aver perso tanti anni della mia giovinezza). Ora a 38 mi sento un ragazzo ancora nel pieno delle forze, ancora incastrato nel dover finire l’università impostami dalla mia famiglia, desideroso di fare ancora quelle esperienze da 30enne che non sono riuscito a fare.
    Il dramma più grande è che vedo i miei coetanei e soprattutto le mie coetanee “vecchie” e che rabbrividisco all’idea che una ragazza di 25-28 anni possa considerarmi VECCHIO quando dentro di me (e per fortuna anche nell’aspetto) covo ancora il bisogno di esperienze e rapporti sociali dei 30 anni. Come vincere la paura di sentirsi ormai esclusi da quel pezzo di vita? Non lo so… so solo che come riapriranno le frontiere viaggerò in cerca di un luogo dove il pregiudizio sia meno preponderante e dove possa realizzarmi come ragazzo e come uomo.

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  4. Violet

    Ho 37 anni ma me ne sento addosso 87.Anni fa (quasi 9) sono entrata nel tunnel delle gdo e la mia vita si e’ praticamente ridotta a casa e lavoro,lavoro e casa.Questo lavoro cogli anni mi sta logorando e sento di non poter andare avanti così.Ho paura a lasciare il posto fisso ma allo stesso tempo sogno di cambiare finalmente vita.Ho bisogno veramente di un consiglio.Grazie

    Rispondi
    • Nico Corrente

      Violet ciao sono a tua disposizione per aiutarti credimi.
      Scrivimi pure all’indirizzo nic.corrente@gmail.com oppure al cellulare 333 79 45 026
      Ti aspetto.

      Rispondi
  5. Enzo

    Io ho 40 appena compiuti,avevo un lavoro perfetto per me,su 2 turni e mi gestivo tutto da solo…purtroppo la ditta è fallita…ho cambiato in 5 anni la bellezza di 10 posti di lavoro,ma non mi va bene niente….non so,sono una persona troppo buona e saluto sempre per primo,attualmente ho un lavoro che farebbe invidia a molti,mi gestisco sa solo e la paga è sopra la media,ma è a giornata e voglio i turni…ho una moglie iperbella 7 anni più piccola di me,ha un ottimo lavoro indeterminato con un ottima paga…ma mi sento rinchiuso in una vita che non è mia…sono un artista,musicista,scrittore dipingo,forse è quella la fonte della mia sofferenza,la mia sensibilità…penso sempre a tutto,ai miei genitori che stanno invecchiando,il mio cervello non si spegne mai…..sono in un tunnel
    Ciao a tutti,spero che a voi vada un po meglio.

    Rispondi
  6. Sara

    Ho 38 anni, convivo da 5 e sono un militare di carriera. A seguito di episodi depressivi, acciacchi psicosomatici ed equilibrio trovato a fatica mi sono resa conto che io ero fuoco e ho spento quella fiamma. Mi sono adattata a sopravvivere. E la sto pagando. Mi sento in gabbia e ho reazioni rabbiose verso me stessa. Da un po’ di tempo ho recuperato un’ottima forma fisica e ho ripreso anche gli studi che avevo interrotto per mancanza di tempo. Sto rimettendo me al centro. Ma non mi basta. Sento che c’è SARA,quella vera, ancora ingabbiata lì dentro che vuole uscire. Che queste non sono altro che mezze misure per evitare di uscire da una comfort zone che è diventata la mia bara dorata. Di indole sono contro i tradimenti. Eppure ho tradito. Ho tradito perché mi mancava la vita. Non esiste giustificazione eppure grazie a questa tappa ho capito che mi son fatta venire da sola il cancro all’anima. Sto rubando il mio tempo e quello dell’altra persona. Ho avuto vari crolli distribuiti nel tempo. Ho chiesto aiuto ad uno psichiatra e ho preso consapevolezza che io e lui siamo cresciuti ma siamo buoni compagni di strada e non di vita, che le cose fanno il loro corso e che i morti non resuscitano. La mia evoluzione è altrove. Mi rendo conto che la mia vita è stata sempre scandita dal lavoro. Quando ero nell’esercito mi spostavo molto e non mi pesava. Attualmente nel corpo dove sono transitata essendo più statico e stanziale sento più che mai il peso di una non vita anche perché l’ho costantemente davanti. Anche questo mi ha aiutato a mettermi sulla strada giusta. A capire che devo ricominciare da me. Che devo cambiare posto,mansione e tornare a vivere. Mettermi di nuovo alla prova, tornare a fare bruciare quel fuoco che mi alimentava e che ho smorzato sotto una campana di “regolarità e stabilità” fatta di una bella casa e di una coppietta apparentemente serena che invece mi ha dannato e incancrenito l’anima. Ringrazio un dio di non aver avuto dei figli altrimenti sarebbe stato tutto molto più difficile. Ultimamente ne sto parlando anche alla persona con cui sto, voglio che anche lui capisca che deve avere il coraggio di vivere, che insieme possiamo liberarci a vicenda e chissà, forse restare anche amici. La vita è una e una sola. Molti miei colleghi hanno fatto un brutto ed estremo gesto spinti dalla depressione, malattia frequente del mio lavoro. Io voglio vivere. Uscire da alienazione e mediocrità esistenziale. Almeno potrò dire che ci ho provato e che non ho lasciato che il tempo mi scorresse addosso. A chi sta vivendo quella che ho vissuto io, una parabola verso il basso, vorrei poter dire di ascoltare il messaggio del dolore. Di non fare più finta che vada tutto bene e aspettare che si sistemi. Perché mentre lasciamo che il tempo scorre l’anima marcisce e noi con lei. Non esistono scappatoie e mezze misure come sbagliando ho fatto io. Esiste prendere atto che siamo cresciuti e stiamo crescendo. Nessun cambiamento è indolore. E una parte di noi sa quale è la verità. Già sa che strada seguire. Io mi rimetterò in gioco, accetterò un trasferimento e ricomincerò da zero con tutte le difficoltà anche economiche. Credo che sia l’unica strada per non prendere più tranquillanti, fumare, essere sempre nervosa, con brutti pensieri e spesso depressa. Si può fuggire da tutto ma non da se stessi. E che se non amiamo e rispettiamo noi stessi non possiamo fare altrettanto con nessuno.
    Ho riflettuto molto anche sulla mia autostima e ho compreso quanto fosse bassa. Ho sempre avuto il nascosto bisogno di appoggiarmi a qualche certezza. Questa consapevolezza mi sta aiutando ad individuare altre falle e a lavorarci. A chi si trova come me faccio l’augurio che al termine del tunnel possiate riabbracciare la parte migliore di voi stessi, quella che avete finalmente avuto la forza di liberare e alla quale vi siete ricongiunti. Buona vita.

    Rispondi
    • Nico Corrente

      Sara grazie mille del tuo commento, molto bello, vivo e vero.
      TI capisco molto bene, perché tra l’altro come sai indossavo anche io una divisa, ma quando senti che la vita comincia ad andarti stretta, devi assolutamente resistere e reagire, perché la pressione potrebbe schiacciarti.
      Se vuoi, io posso aiutarti perché faccio dei percorsi di coaching per aiutare le persone nelle tue condizioni ad uscire dal pantano e trovare la loro strada, evitando brutte cadute.
      Scrivimi pure via mail all’indirizzo nic.corrente@gmail.com o al telefono 3337945026 e possiamo accordarci.
      Sarò ben felice di fare una chiacchierata con te e trovare la strada giusta, a volte chiedere aiuto è un enorme atto di coraggio.
      Ti aspetto.
      Nic.

      Rispondi

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